STORIA > LE 26 RIEVOCAZIONI STORICHE
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Nel 1977, per celebrare il cinquantenario della Coppa delle 1000 Miglia, l’Automobile Club di Brescia organizzò il Rally 1000 Miglia sulle strade della provincia, riprendendo la formula della manifestazione di regolarità con prove di classifica di velocità, idea già adottata nelle ultime tre Mille Miglia disputate a partire del 1958, ma codificata dalla FIA fin dagli anni Cinquanta per le gare che costituivano il campionato europeo Rally.
In occasione di quel cinquantenario, sull’onda del crescente fenomeno anche in Italia del collezionismo di auto d’epoca, fu organizzata anche una rievocazione della corsa da Brescia a Roma e ritorno, riservandola alle vetture storiche e stilando la classifica finale sulla base dei risultati nelle prove di precisione disposte lungo il percorso.
La ripetizione della manifestazione, allungandone il tracciato, richiedeva, tuttavia, un’organizzazione che si occupasse a tempo pieno e con ingenti forze, anche economiche, del suo allestimento. Alcuni dei fautori della rievocazione si trasformarono così anche in organizzatori, affiancandosi all’Automobile Club di Brescia, depositario del nome e del marchio . Li ricordiamo citandoli in stretto ordine alfabetico: Gino Danieli, Costantino Franchi, Giuseppe Lucchini, Vittorio Palazzani, Manuel Vigliani ed Enzo Ziletti: un gruppo di amici, come ebbe a scrivere Lucchini stesso nel 1982 sull’annuario ufficiale della gara,  che riproponeva in chiave moderna quello formato dai  mitici “Quattro Moschettieri”.
La nuova compagine esordì nel 1982 in occasione della seconda rievocazione storica, la prima a ripartire dalla tradizionale pedana in viale Venezia, e la replicò nel 1984 e nel 1986. Il successo di iscrizioni, passate dalle 220 del 1982 alle 350 del 1984, costrinse nel 1987 ad abbandonare la periodicità biennale in favore di quella annuale. La decisione fu molto apprezzata dagli appassionati che risposero inviando quell’anno ben 580 domande di partecipazione.
Parallelamente, la macchina organizzativa della rievocazione, di cui è sempre stato responsabile fino al 2007 Costantino Franchi, chiese e ottenne dagli organi governativi di poter aumentare il numero di vetture ammesse alla partenza che dal 2002 fu fissato inderogabilmente in 375 vetture: un museo viaggiante lungo oltre un chilometro, formato da vetture tutte costruite dagli anni Venti fino al 1957.
Nonostante il numero delle auto d’epoca oggi ammesse sia quasi quadruplicato rispetto alla prima edizione del 1977, solo meno della metà delle domande di partecipazione possono essere soddisfatte. Storicamente, il problema della “decimazione” degli iscritti si era già posto anche dopo l’edizione del 1955, che aveva visto sulla pedana di viale Venezia ben 521 equipaggi, e aveva costretto gli organizzatori a una drastica e impopolare riduzione del numero di partenti, soprattutto per motivi di sicurezza legati all’esperienza dei piloti e all’idoneità delle vetture ammesse a sopportare la durezza della gara.
Il limite imposto al numero di vetture partecipanti permette oggi di scegliere tra le automobili iscritte non solo quelle più significative nella storia della corsa bresciana, ma anche di offrire allo spettatore, in una carovana unica al mondo, trent’anni di evoluzione dell’automobilismo sportivo tra il 1927 e il 1957.
La rievocazione storica eredita dalla Mille Miglia di velocità non solo i simboli e alcuni punti del tracciato, ma anche lo spirito, anche se la manifestazione odierna mira a esaltare l’agonismo sotto forme diverse, non più dannunzianamente legate alle prestazioni pure, ma sapientemente coniugate con il divertimento e il turismo.
Sono cambiati, infatti, profondamente i tempi negli ottanta anni trascorsi dalla prima Coppa delle 1000 Miglia. Nel 1927 era importante colpire l’immaginario collettivo dei futuri automobilisti con una gara fuori dal comune che dimostrasse inequivocabilmente l’affidabilità delle vetture di serie partecipanti. I “Quattro Moschettieri” intuirono anche che era necessario, in un’epoca nella quale i mezzi di informazione erano pochi e non diffusi, mostrare le vetture, portandole fin sull’uscio di casa dei possibili acquirenti.
Gli organizzatori odierni hanno, tuttavia, cercato di incentivare dal 1996, attraverso opportuni coefficienti di classifica, i piloti alla guida delle vetture più anziane, meno competitive e di più difficile condotta.